Kisoji route, camminando nell’antico Giappone

Fra le cosiddette“ Alpi centrali “ Giapponesi nella suggestiva valle di Kiso, si snoda un’antica via conosciuta come ” Kisoji” che faceva parte della più lunga strada di collegamento tra Edo e Tokyo conosciuta come Nakasendo.

Questo particolare tratto, che attraversa montagne e fitte foreste ed attraversa piccoli villaggi ed agglomerati di case in legno tra vie acciottolate, rappresenta ancor oggi uno dei luoghi più caratteristici e suggestivi del Giappone centrale e rurale, un luogo magico ove effettuare semplici trek e camminate immersi in un’atmosfera fuori dal tempo….

Nel periodo dello shogunato dei Tokugawa che durò per più di  2 secoli e che, in un certo senso, sotto una rigida dittatura riunificò in pace il regno, si instaurarono una serie di  normative atte a controllare maggiormente possedimenti e sedare eventuali ribellioni. Una delle maggiori opere fu la ristrutturazione del sistema stradale e la creazione di nuove vie di collegamento che, partendo da Edo, raggiungevano Tokyo e Kyoto, le sedi principali del potere amministrativo e militare.

Ma il cambiamento sostanziale fu l’introduzione della nuova regola secondo la quale i ricchi “feudatari” o damyo vennero obbligati a costruire una casa a Edo ove abitare ad anni alterni, mentre i loro famigliari dovevano abitarvi stabilmente.  I damyo vennero così obbligati a spostarsi regolarmente per raggiungere i propri possedimenti portando con sé tutti i subalterni, con spese  molto incisive sulle proprie risorse. Questa normativa aveva il fine di legare indissolubilmente le potenti famiglie nobili a quelle dello Shogunato e a indebolirle finanziariamente in maniera tale da renderle innocue e sedare qualsiasi tipo di rivolta.

La costruzione della Nakasendo che attraversava  montagne, passi e  foreste ad altitudini che raggiungevano gli  800/ 1000 metri di quota, pavimentata con grandi massi di pietra sconnessi, rendeva volutamente impossibili gli spostamenti con mezzi su ruota, per questa ragione si formarono, pian piano, lunghe e continue “processioni” di viaggiatori che raggiungevano a piedi o a cavallo le varie città del regno.

Lungo questo lungo percorso si formarono una settantina di villaggi ( juku) in cui presto si crearono molte strutture ricettive, guesthouse, piccoli ristoranti e stazioni di posta ( alcuni dei quali dotati di dogana controllata dagli shogun per evitare che si trasportassero armi nel regno fuori dal loro controllo) ed il passaggio di viandanti e pellegrini divenne una forte fonte di guadagno per gli abitanti.

 

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Testi ed Articoli by Annalisa Borsani

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